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giovedì 12 dicembre 2019

Luigi Ferraris a QN: investimenti per 6,2 miliardi di euro sulla rete a sostegno del Paese

Terna porta l’Italia nel futuro dell’elettricità: investimenti, progetti e strategie del Gruppo per lo sviluppo del Paese nell’intervista di QN all’AD e DG Luigi Ferraris
Luigi Ferraris

L'elettrodotto Italia-Montenegro e altri progetti: l'AD e DG di Terna Luigi Ferraris a QN

Inaugurato lo scorso 15 novembre a Cepagatti dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris , l'elettrodotto Italia-Montenegro è "un'eccellenza tecnologica" che permette "sia di importare sia di esportare energia, favorendo l'utilizzo di risorse più efficienti". È lo stesso AD e DG di Terna a parlarne in un'intervista pubblicata da QN lo scorso 2 dicembre. L'opera si estende per 445 km dalla stazione elettrica di Cepagatti, in provincia di Pescara, a Lastva, nel comune di Kotor. "Il collegamento è cruciale per l'integrazione dell'intera area balcanica nell'Unione Europea, attraverso l'Italia" ha spiegato Luigi Ferraris nell'intervista, sottolineando anche come si tratti di una infrastruttura dal "forte valore strategico" anche per l'Unione energetica europea. Non a caso anche la Commissione Europea ne ha cofinanziato gli studi di fattibilità. "L'energia è il primo passo per sviluppare investimenti e quest'opera rappresenta più di una semplice collaborazione tra Italia e Montenegro" ha evidenziato infine l'AD e DG del Gruppo.

Luigi Ferraris, l'intervista a QN: il valore del Piano Strategico di Terna per il futuro dell'elettricità

A QN l'AD e DG Luigi Ferraris spiega anche come Terna si prepari a traghettare il Paese nel futuro dell'elettricità. Sullo sfondo le sfide della transizione energetica: non occorre solamente "rendere la rete elettrica più solida e ridurre le congestioni" ma anche "sviluppare capacità di accumulo e investimenti in innovazione e digitalizzazione". Il Gruppo risponde con un Piano Strategico che prevede, nei prossimi 5 anni, investimenti per 6,2 miliardi di euro sulla rete elettrica nazionale. Tra le opere prioritarie il collegamento Continente-Sicilia-Sardegna, inserita nel Piano di Sviluppo 2018: "Sono stati avviati contatti con le Regioni per condividere il progetto che verrà, poi, avviato in autorizzazione". Secondo l'AD, l'Italia ha le potenzialità per "diventare il cuore europeo della trasmissione elettrica e del dispacciamento": in questa prospettiva il ruolo di Terna sarà cruciale "nell'assicurare la piena integrazione delle fonti rinnovabili garantendo sicurezza, efficienza e sostenibilità del sistema". Il gruppo è già al lavoro: "Il collegamento Italia-Francia entrerà in esercizio entro la prima metà del prossimo anno. L'interconnessione sottomarina che unirà Italia e Tunisia è recentemente entrata in una fase operativa dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Terna e Steg". D'altronde, come evidenzia Luigi Ferraris"le interconnessioni con l'estero garantiscono sicurezza e sostengono la piena integrazione dei mercati europei dell'energia e dei servizi".

Danieli S.p.A.: Gianpietro Benedetti e la crescita professionale

Danieli S.p.A. è un’azienda solida dal punto di vista dei risultati finanziari e della governance: attualmente è guidata da Gianpietro Benedetti
Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: la situazione finanziaria di Danieli

La famiglia Benedetti agisce da sempre nell'ottica di rafforzare ulteriormente dal punto di vista patrimoniale la cassaforte di Danieli S.p.A., multinazionale con sede a Buttrio che è riconosciuta a livello internazionale per la produzione di impianti siderurgici. Attualmente guidata da Gianpietro Benedetti, figura chiave nel processo di innovazione e digitalizzazione, mantiene una situazione patrimoniale florida. La cassaforte di Danieli, dal bilancio consolidato con un utile di 50,5 milioni e un patrimonio netto di 1,8 miliardi, vede Bendetti come azionista in usufrutto al 50% (la nuda proprietà p della lussemburghese Gestione Jp) mentre la famiglia Mareschi Danieli è azionista tramite l'accomandita Gestioni Magma. La posizione finanziaria dell'azienda guidata da Gianpietro Benedetti resta florida, con un patrimonio netto salito anno su anno oltre i 108 milioni.

Gianpietro Benedetti, cuore pulsante di Danieli S.p.A.

Gianpietro Benedetti guida Danieli S.p.A. in qualità di Presidente e Amministratore Delegato. È inoltre impegnato dal 2010 nel ruolo di Presidente della Fondazione "ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l'industria meccanica ed aeronautica" (Udine). Dopo aver concluso gli studi presso l'Istituto Tecnico "A. Malignani", entra in Danieli nel 1961 in qualità di ingegnere progettista. Viene promosso pochi anni dopo alla direzione dell'Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione: è l'inizio di un'esperienza professionale di successo, che lo porta ad assumere gli attuali incarichi nel 2003. È Co-Amministratore Delegato nel 1986, Direttore Generale dal 1991 e AD dal 1999. Da settembre 2017 è inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Executive Board in Danieli. Gianpietro Benedetti ha saputo portare avanti un percorso di trasformazione e costante crescita all'interno dell'azienda, senza però snaturare il sistema valoriale che ne caratterizza le attività. Oltre a tre lauree ad honorem conseguite nel corso degli anni per le sue competenze professionali, il manager è titolare di numerosi brevetti per macchine e processi per la produzione dell'acciaio, con oltre 80 invenzioni registrate a suo nome. Ha ricevuto la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal nel 2018.

Azimut Libera Impresa Expo 2019: PFE S.p.A. e la forza delle imprese familiari

Salvatore Navarra racconta la storia di PFE S.p.A., impresa familiare attiva nel settore del Cleaning e del Facility Management
PFE S.p.A.

PFE S.p.A.: Salvatore Navarra parla della forza delle imprese familiari

"Siamo stati invitati qui ad Azimut Expo per partecipare ad un panel sull'impresa a conduzione familiare per raccontare la crescita dell'azienda di famiglia"Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A., è intervenuto in qualità di relatore durante l'evento milanese ALI Expo (Azimut Libera Impresa Expo 2019 - L'arte di fare impresa). Lo speech di Salvatore Navarra, intitolato "Le sfide dell'impresa a conduzione familiare", si è incentrato sul narrare la storia di PFE S.p.A. e le principali attività per portare avanti un'impresa all'insegna della crescita. "Partecipare a questa iniziativa è stato molto interessante, peraltro in un panel particolarmente qualificato: oltre alla mia presenza in qualità di imprenditore, vi hanno partecipato anche altri professionisti e consulenti" - ha dichiarato il Presidente del CdA. L'evento si è svolto all'interno della Fiera di Rho, in una cornice di alto profilo che ha visto la partecipazione di 260 operatori, 280 speakers e 14.000 partecipanti. "La condivisione del panel è stata allargata a tutti sui temi della pianificazione, la visione e la strategia che sono i fattori che caratterizzano il successo di un'impresa. Abbiamo toccato anche il tema della professionalizzazione della governance che, è chiaro, in un'impresa familiare diventa determinante per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

PFE S.p.A.: i servizi e il ruolo di Salvatore Navarra

PFE S.p.A. è tra i leader italiani nel settore del Cleaning e del Facility Management. La sua esperienza, di oltre trent'anni, garantisce un'ampia gamma di servizi che facilitano l'impresa e si rivolgono sia a clienti pubblici che privati. L'azienda si occupa di sanificazione, cleaning, bonifiche delle condotte aerauliche, portierato, lavanderia, cura del verde, facchinaggio, vigilanza e altri servizi ausiliari e di assistenza sociosanitari. Una peculiarità di PFE S.p.A. è l'innovativo metodo di lavoro "Clever Job", di cui detiene il brevetto industriale: Clever Job consente di ridurre fino al 25% i tempi di lavoro e dei consumi legati alle varie attività di cleaning. Questo metodo dimostra l'impegno da sempre portato avanti in azienda verso l'innovazione non solo dei processi interni, ma dell'intero comparto del Cleaning e del Facility Management a livello europeo. Attualmente l'impresa è guidata da Salvatore Navarra, Presidente del CdA e figura chiave all'interno dell'azienda. PFE S.p.A. fa parte del progetto ELITE di Borsa Italiana, programma internazionale del London Stock Exchange Group che punta a valorizzare attività ambiziose e con un solido modello di business, in continua crescita.

Fabrizio Palermo interviene sulla nuova sede napoletana di CDP

Fabrizio Palermo presente all’inaugurazione della nuova sede di CDP a Napoli: un’occasione per il Sud, che a breve vedrà protagoniste Bari e Palermo
Fabrizio Palermo, AD e DG Cassa Depositi e Prestiti

CDP apre a Napoli, Fabrizio Palermo:" Segno di vicinanza a tutto il Sud"

Dopo Verona e Genova è il turno di Napoli: il 29 novembre Cassa Depositi e Prestiti ha infatti ufficialmente aperto la nuova sede della società nel capoluogo partenopeo, confermando la "vocazione territoriale" del nuovo piano industriale presentato a fine 2018. "A livello territoriale questo è il terzo ufficio di nuova generazione che stiamo aprendo - ha commentato Fabrizio Palermo - che per noi è un segno tangibile di vicinanza non solo alla Campania, ma a tutto il Sud". Le parole dell'AD evidenziano l'importanza che CDP vuole dare al Mezzogiorno e in generale a tutto il tessuto urbano nazionale: "Le prossime aperture saranno appunto a Bari e a Palermo: per noi una presenza territoriale significa riavvicinarsi al territorio, ovvero alle imprese, agli enti pubblici e alle infrastrutture in generale, ma chiaramente portando anche tutto il nostro sistema di relazioni con le nostre partecipate". La presenza di CDP sia a Napoli che negli altri capoluoghi italiani non sarà di rappresentanza ma operativa a tutti gli effetti: garantirà infatti assistenza a imprese e pubblica amministrazione grazie alla fornitura di servizi di consulenza, progettazione e programmazione per la realizzazione di opere pubbliche e private. Per la società sarà dunque possibile rispondere concretamente ad uno degli altri temi affrontati dalla nuova strategia di CDP, l'accesso al finanziamento per le imprese: "Anche il nostro impegno finanziario sta aumentando, sia sul segno dell'export che di finanziamenti indiretti, e recentemente abbiamo firmato un accordo importante col Gruppo UBI per concedere finanziamenti a livello locale alle aziende". Oltre alle imprese del territorio campano, tra le quali la società annovera già diverse importanti partecipate come Fincantieri, Snam e Terna, CDP coinvolgerà anche le amministrazioni locali, mantenendo tuttavia salda l'ottica privata degli investimenti: "CDP non lo definirei un intervento pubblico - specifica Fabrizio Palermo - ma un sostegno allo sviluppo di questa importante Regione in una logica privata, perché ricordo che noi amministriamo il risparmio dei correntisti e dei sottoscrittori di buoni e libretti postali: siamo un soggetto che in un certo senso è a cavallo tra mondo privato e istituzioni, e riteniamo che questo connubio sia una formula molto efficace per sostenere lo sviluppo del territorio".

Imprese e innovazione: CDP, guidata da Fabrizio Palermo, punta su un Fondo da 1 mld

Nel nuovo piano industriale di Cassa Depositi e Prestiti, primo operatore nel venture capital in Italia, viene affrontata un'altra criticità estremamente rilevante per il futuro del Paese: i bassi investimenti in innovazione e sviluppo delle imprese italiane, che pesano in percentuale sul Pil per l'1,3% a fronte di una media Ue quasi del doppio. Per questo a novembre Fabrizio Palermo, in occasione dei 170 anni della società, ha annunciato un Fondo Innovazione da 1 miliardo: "Una nuova spinta che vuole fare leva su innovazione, inclusione e sostenibilità con un approccio del tutto nuovo, basato su un rapporto più solido con il territorio, sulla volontà di fare rete e sulle competenze finanziarie e industriali che rendono CDP un'istituzione unica nel contesto nazionale". Con le nuove sedi e il conseguente riavvicinamento ai territori, gli investimenti nelle infrastrutture e il nuovo Fondo, CDP ha tutte le carte in regola per assumersi la responsabilità dell'innovazione tecnologica del Belpaese.

L’attività professionale di Claudio Machetti, dirigente di Enel

Una delle figure di rilievo all’interno del top management di Enel è quella di Claudio Machetti, da oltre cinque anni Direttore della Business Line Global Trading.

Claudio Machetti

La formazione e i primi incarichi di Claudio Machetti

Dopo la maturità classica ottenuta presso il Liceo Classico "Tito Lucrezio Caro" di Roma, nel 1982 Claudio Machetti consegue la Laurea in Scienze Statistiche presso l'Università "La Sapienza". Impiegato nella filiale milanese del Banco di Roma, nel 1984 passa alla Direzione di Roma in qualità di analista finanziario. In seguito, si specializza in equity e assume il ruolo di funzionario nell'Ufficio Analisi Finanziarie del Banco di Roma, società in cui lavorerà fino al 1992 come Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In quell'anno, inizia la sua esperienza professionale in Ferrovie dello Stato, inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e in seguito come Direttore della Finanza Operativa. Nel, contempo riveste anche la carica di Amministratore Delegato di Fercredit, società di servizi finanziaria captive di Ferrovie dello Stato.

Claudio Machetti e l'approdo in Enel

A seguito dell'esperienza con il gruppo ferroviario italiano, Claudio Machetti inizia (2000) la propria carriera all'interno di Enel in qualità di Responsabile dell'Area Finanza. In seguito, collabora alla fondazione di Enelfactor, la società di factoring per le attività del Gruppo di cui assume anche il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2000 fino al 2014, invece, è Presidente della società assicuratrice Enel Insurance. Dagli anni successivi, ricopre cariche di crescenti responsabilità: prima Presidente dei fondi pensione Fondenel e Fopen, poi (2005) Direttore Finanziario a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e nel 2009 Direttore della neonata divisione Risk Management. A seguito della ristrutturazione del Gruppo, che ha portato all'organizzazione di Enel in quattro linee di business - nello specifico, Generazione Globale, Infrastrutture e Reti Globale, Trading Globale ed Enel X - Claudio Machetti assume la direzione della linea di Global Trading. Attualmente è anche Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A., veicolo societario della business line.

venerdì 16 marzo 2018

Claudio Descalzi, AD di Eni: “Chiudiamo il 2017 con risultati eccellenti”

L'Amministratore Delegato Claudio Descalzi commenta i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni: il gruppo torna in utile, la generazione di cassa aumenta del 50% aprendo per il futuro prospettive "brillanti".

Claudio Descalzi: i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni

Claudio Descalzi, amministratore delegato EniCon un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016), Eni chiude brillantemente il 2017 ritornando al profitto. Nel commentare i numeri dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, l'AD Claudio Descalzi li definisce "risultati eccellenti che dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili". A incidere significativamente l'ottima performance registrata nel quarto trimestre, con un utile netto pari a 2,1 miliardi e quello «adjusted» a 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro). Più nel dettaglio, l'AD ha evidenziato come nell'Upstream sia stato raggiunto il massimo storico della produzione: nonostante gli investimenti di sviluppo siano stati ridotti del 40% rispetto alla baseline 2014, i risultati esplorativi registrati sono stati eccellenti e i progetti più rilevanti sono stati messi in produzione in tempi record, come il giacimento di Zohr. "Inoltre nel Mid-Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale G&P con un anno di anticipo" ha aggiunto Claudio Descalzi, facendo notare anche il risultato operativo nell'R&M record degli ultimi 8 anni e la performance operativa nella Chimica, la migliore di sempre: "tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22% di ridurre la nostra cash neutrality a 57 $/bl e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell'anno".

Eni: il futuro del gruppo nelle parole dell'AD Claudio Descalzi

Con queste premesse, Claudio Descalzi non può che guardare con ottimismo ai prossimi anni: "Per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili". L'AD di Eni ribadisce con questo che se le condizioni di mercato fossero più favorevoli, il gruppo potrebbe generare un enorme extra‐valore per i suoi azionisti. Intanto, come annunciato dallo stesso Claudio Descalzi, sulla base dei risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, il Consiglio intende proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (0,80 nel 2016) di cui 0,40 euro distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto.

venerdì 26 gennaio 2018

Raddoppio del fatturato: la crescita di Forno d’Asolo con 21 Investimenti di Alessandro Benetton

Crescere puntando sui giovani: nasce con questo obiettivo l'Academy per studenti ideata da Forno d'Asolo. L'azienda di Maser ha visto il suo fatturato raddoppiarsi nell'ultimo triennio, grazie anche all'operato del fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton.

Forno d'Asolo: la crescita della società che fa parte del fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton

Alessandro BenettonSocietà leader nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, dolci e salati, e di pasticceria, Forno d'Asolo è stata acquisita nel 2014 da 21 Investimenti, che ne detiene la maggioranza del capitale. Dall'ingresso del fondo di Alessandro Benetton, la crescita dell'azienda di Maser è stata vertiginosa: il fatturato è salito dai 73 milioni iniziali ai 125 milioni del 2017 e il numero dei dipendenti è più che raddoppiato, passando da 130 a 285. Ogni anno sono 170 milioni i cornetti prodotti, distribuiti attraverso una rete di 22 piattaforme e 410 agenti che servono 40mila punti vendita a settimana in Italia. Numeri da eccellenza italiana. Per continuare con questo trend di crescita, Forno d'Asolo ha dato vita a una Acadamy per studenti che ha l'obiettivo di formare i giovani in modo da guardare al futuro e allo stesso tempo restituire qualcosa al territorio. La ristrutturazione del quartier generale ha infatti portato alla realizzazione di nuovi spazi per l'Academy, dove si terrà un Master professione barista rivolto a diplomati e diplomandi dai 18 ai 25 anni. Un progetto che segue la linea filosofica e la gestione industriale di 21 Investimenti, come evidenziato anche dal Presidente Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton: attività imprenditoriali e manageriali

Classe 1964, originario di Treviso, Alessandro Benetton si forma al di fuori dell'Italia, prima laureandosi presso l'Università di Boston nel 1987 e poi conseguendo il Master in Business Administration alla Harvard Business School. La sua prima esperienza professionale è in qualità di analista del dipartimento di Global Finance di Goldman Sachs International a Londra. Di lì a poco, assume il ruolo di Presidente di Benetton Formula, scuderia di Formula Uno che sotto la sua guida (dal 1988 al 1998) si aggiudica due campionati mondiali piloti, uno costruttori e 27 Gran Premi. Il 1992 segna l'inizio della sua attività nel settore del private equity: fonda 21 Investimenti, società che cresce a livello internazionale portando a termine operazioni di eccellenza come quella di Forno d'Asolo. Presidente di Benetton Group dal 2012 al 2014, nel 2017 viene nominato Presidente di Fondazione Cortina 2021. Alessandro Benetton è attualmente anche membro del CdA di Edizione S.r.l. e Autogrill S.p.A., nonché componente dell'Advisory Committee di Robert Bosch Internationale Beteiligungen AG di Zurigo.

giovedì 1 dicembre 2016

I sostenitori del SI al Referendum Costituzionale: Carlo Malinconico interviene sull’argomento

La necessità del cambiamento alla base del SI al Referendum Costituzionale: Carlo Malinconico interviene al convegno "La riforma costituzionale: le ragioni di una scelta" e indica le motivazioni per una risposta affermativa.

Referendum Costituzionale: Carlo Malinconico si schiera con i sostenitori del cambiamento

Carlo Malinconico, Titolare dello Studio Legale MalinconicoIl Referendum Costituzionale, previsto per il prossimo 4 dicembre, si sta sempre più avvicinando e cresce il dibattito sulle ragioni a sostegno del SI e del NO. Sono mesi di grande approfondimento e ricchi di spunti di riflessione, propedeutici alla preparazione del cittadino per un momento che potrebbe portare a un cambiamento storico. Tale necessità di confrontarsi è alla base del convegno "La riforma costituzionale: le ragioni di una scelta", organizzato dal Comitato del SI di Cava De' Tirreni, in provincia di Salerno. Molti i relatori intervenuti nel corso della giornata e tra questi anche Carlo Malinconico, titolare dello Studio Legale Malinconico e docente all'Università Tor Vergata di Roma. L'avvocato si è infatti schierato a favore del SI perché, a suo giudizio, l'Italia ha bisogno in questo particolare momento storico di un cambiamento, che passa attraverso una migliore governabilità. Il sistema, al suo stato attuale, non funziona e per questo bisogna sperimentare un modello diverso, in linea con i mutamenti che si sono verificati dalla realizzazione della carta costituzionale alla situazione attuale.

Carlo Malinconico: incarichi pubblici e percorso in ambito legale

Carlo Malinconico, originario di Roma, nasce nel 1950 e in giovane età si trasferisce a Trieste per frequentare il Liceo Classico. Nel 1972 consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano. Nel 1976, presso la Corte d'Appello di Milano, ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione legale e viene nominato, a seguito di concorso, Procuratore dello Stato e in un secondo momento Uditore Giudiziario. Nel 1980 assume la carica di Avvocato dello Stato svolgendo tale ruolo con funzioni di difesa e di consulenza per lo Stato e la Regione nelle cause penali, civili e amministrative. Dopo aver superato l'impegnativo concorso pubblico previsto, nel 1984 diventa Consigliere dello Stato, rivestendo questa posizione per i vent'anni successivi prima di passare all'insegnamento universitario. Negli anni seguenti Carlo Malinconico assume numerose cariche istituzionali prestigiose, collaborando con diversi Ministeri e ricoprendo la carica di Consigliere Giuridico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Dopo aver ricoperto la posizione di Esperto dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, ne diventa Direttore tra il 2001 e il 2002. Dal 1996 e fino al 2001 è Capo del Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre nel 2006 riveste la posizione di Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri fino al 2008. Fra il 2011 e il 2012 ricopre il ruolo di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2003 dà vita allo Studio Legale Malinconico, specializzato nel settore del diritto europeo, diritto amministrativo, diritto civile, diritto della concorrenza e diritto societario. Oltre alla carriera professionale, Carlo Malinconico sviluppa un lungo percorso come Docente Universitario: oggi è Professore Ordinario e insegna Diritto dell'Unione Europea. Nel 2005 viene insignito dal Presidente della Repubblica dell'Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.